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Per l'agricoltore - Irrigazione antibrina razionale

Nel comune di Fondi come del resto in gran parte dell’Agro Pontino in inverno c’è la consuetudine di usare l’acqua “calda” di falda per “riscaldare” le serre facendola scorrere o spruzzandola sul tetto quando la temperatura si avvicina a 0°C. L’idroserra risale ai primi anni settanta, ideata a Fondi da due ricercatori salernitani (Porcelli, D’Amore). Si è rapidamente diffusa in tutto l’Agro Pontino ove si stima che, attualmente le superfici interessate siano più di 1200 -1400 ettari. È evidente quindi che tale “sistema” ha un enorme impatto ambientale, in quanto si calcola che il consumo dell'acqua utilzzata (a perdere) per tale sistema antigelo supera di gran lunga quello impiegato durante i mesi caldi per l'irrigazione, con riferimento agli ordinamenti colturali più idroesigenti. Si calcola che il consumo annuale globale di acqua per lo sbrinamento sia a fine inverno in media di circa 15,7 milioni di litri di acqua ad ettaro. È evidente quindi che tale “sistema”, dato il suo enorme impatto ambientale, determina un notevole stress della falda, in quanto questo prelievo incontrollato di acqua è effettuato dai singoli coltivatori per mezzo di pozzi privati.

Nel corso di una verifica esplorativa circa la situazione comportamentale degli agricoltori è emerso che una percentuale molto elevata di questi attiva la difesa anche in assenza di reale pericolo, spinti da diverse motivazioni:
- errata valutazione del rischio gelo;
- scarsa attenzione alla taratura degli strumenti di controllo interni alla serra;
- rinuncia all’adozione di tecniche mitiganti le basse temperature (tessuto non tessuto);
- mancato adeguamento del metodo di aspersione verso sistemi a migliore rendimento;
- scarsa o assente informazione scientifica in merito ai diversi gradi di efficacia dei sistemi di aspersione e delle diverse tipologie di microirrigatori.

Tutto ciò trova conferma dal fatto che il prelievo di acqua dalle falde freatiche non è sottoposto ad alcun fattore limitante e per le aziende agricole, l’unico elemento deterrente, è il solo costo energetico profuso per l’attivazione delle pompe sommerse (energia elettrica o gasolio per i motori a trasmissione cardanica).

Si calcola che le tecniche di irrigazione antibrina utilizzate (tramite dei diffusori a rosa simili a quelli usati per la microirrigazione, oppure con apposite ali piovane costituite da un tubo in polietilene microforato - Sbrinex) incidono in media sul consumo di acqua di falda per i seguenti valori ad ettaro:

Volumi di

acqua in

m3/(minuto · ha)

Numero di ore

di funzionamento

dell’impianto
Volume globale

riferito ad ettaro a

fine inverno (m3)
1– 1,5
250
15.000 – 22.500

La soluzione proposta con il modello dimostrativo consisteva a) nel creare un circuito chiuso, per riutilizzare quindi le stesse acque già utilizzate; b) nell'utilizzare un sistema di diffusione dell'acqua più efficiente (diffusori dinamico a 360° invece del tubo Sbrinex); c) nell'utilizzazione di uno schermo termico per mitigare i valori dei cali di temperatura all'interno della serra.

tubo Sbrinex
diffusore dinamico a 360°

Mentre la dimostrazione dell'utilizzo di una vasca esterna di riciclo dell'acqua utilizzata non ha dato risutati completamente soddisfacenti (forse anche a causa delle ridotte dimensioni del modello utilizzato), l'adozione dei diffusori a 360° ha permesso di ridurre di oltre il 20% l'utilizzazione di acqua. Questa soluzione tecnicamente semplice e relativamente economica consente un risparmio per l'agricoltore e un vantaggio ambientale non indifferente.

Ma l'innovazione tecnologica più performante è stata individuata nello schermo termco. Già utilizzato da anni in floricoltura, si tratta di un tessuto traforato composto da un’alternanza di bandelle in alluminio e di bandelle di plastica trasparente intrecciate da fili di cotone naturale. Sono disponibili diverse tipologie di orditura, variando il numero di bandelle in alluminio rispetto al numero di quelle in plastica si ottengono effetti termo-luminosi diversi. Se aumenta la presenza delle bandelle trasparenti aumenta la percentuale di luce trasmessa e si riduce in proporzione l’azione termoregolatrice, viceversa se aumenta la presenza delle bandelle di alluminio. Per la dimostrazione SUSTGREENHOUSE è stato scelto il tipo intermedio catalogato come PH 55 FP prodotto dalla società BONAR BV (Olanda) che genera un 55% di ombreggiamento, è stabilizzato agli UV, ignifugo, peso: 84 gr al mq.

schermo termico in fase di apertura
particolare del tessuto dello schermo
schermo termico completamente aperto

Lo schermo scorre su rotaie e viene tirato sotto al cielo della serra quando fa troppo freddo o c'è troppo sole. In questo modo di notte i raggi infrarossi delle piante vengono riflettuti in basso e si impedisce il contato diretto con l'aria fredda che favorisce la condensa; mentre nelle ore di eccessivo soleggiamento diurno si ha un effetto ombra. La presenza dello schermo rende superflua la pratica della “ calcitazione” o “ imbiancatura “ della copertura della serra. Infatti, sfruttando la proprietà riflettente dell’alluminio, si ha una riduzione delle intense radiazioni solari estive che colpirebbero le colture, il terreno e le strutture di ferro, con beneficio in termini di riduzione della temperatura dell’aria.

Nella prova effettuata nel mese di febbraio 2011 l’azione termoregolatrice dello schermo ha dato una riduzione delle perdite per irraggiamento sin dalle prime ore della sua entrata in funzione, infatti alle ore 19 la temperatura dell'aria interna della serra sostenibile era sempre più alta di 1 – 1,5 ° C rispetto ai valori della serra standard, mentre a fine notte lo era di 0,6 °C. Questo ha permesso in pratica di non avviare l'impianto antigelo nella serra sostenibile con un risparmio di 18.500 m3 di acqua ad ettaro.

La migliore gestione delle temperature e dell'irraggiamento ha permesso un aumento della produttività pari al 16,25% (coltura pomodoro). Inoltre, nel corso dei controlli quotidiani, si è potuto constatare, già dal momento dell'entrata in funzione dello schermo e per tutto il periodo vegeto-produttivo, un sensibile calo dell'umidità relativa dell’aria all'interno della serra, attestato da una scarsa se non assente bagnatura delle foglie sin dalle prime ore del mattino (mancanza di condensa). Questa proprietà delle schermo ha reso possibile una riduzione degli interventi di difesa fitosanitaria in particolare nei confronti delle malattie provocate da agenti patogeni fungini e batteriosi. Per questo motivo nella serra sostenibile si sono effettuati solamente 8 interventi fitosanitari invece di 11, con un risparmio di prodotti e costi accessori di 124,8 euro pari al 36,3 % ed un risparmio in termini ambientali di 3,4 Kg di fitofarmaci / 1000 mq. E’ importante notare che è stata completamente evitata l’applicazione di rame, resa possibile dall’assenza di condizioni climatiche favorevoli a batteriosi.

 

 

 

Anti-
brina

Lavo-  razioni

Acqua
e azoto