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Per l'agricoltore - Impiego di micorrize

Nel modello si sono utilizzate micorrize del genere Glomus spp inoculate in miscela con i substrati vivaistici.
Sono stati adottati i dosaggi raccomandati dalle società produttrici, con orientativamente una quantità di inoculo che varia da 10 a 30 kg per ogni 1000 m2 di serra.

Nel contesto bio-pedologico dei terreni coltivati della piana di Fondi, sottoposti ormai da oltre 30 anni ad intensi cicli di sfruttamento, le applicazioni di preparati contenenti spore di inoculi micorrizici portano un sicuro beneficio in termini di rivitalizzazione della biofertilità grazie anche alla enorme massa di sostanza organica (miceli) accumulabile durante i cicli colturali stimata da diversi autori nell’ordine di 1-1.2 ton per ettaro.

Le micorrize (dal greco: fungo e radice) sono strutture costituite dall’unione simbiotica tra funghi del terreno e radici non lignificate delle piante. La formazione di micorrize conferisce alla pianta una maggiore capacità di assorbimento dell’acqua e la protezione dall'attacco di alcuni patogeni radicali. La somma di questi effetti garantisce una crescita migliore nelle piante micorrizate. Le micorrize sono in grado di riprodursi solamente quando entrano in simbiosi con le piante. L'effetto della micorrizazione è essenzialmente un’enorme moltiplicazione della superficie e del volume radicale (sino al 600 – 700 % in più rispetto ad un apparato radicale non micorrizato). I risultati ottenibili con l’instaurarsi della simbiosi sono:
- incremento della capacità di assorbimento di acqua, di macro e microelementi (fosforo in particolare, zinco, ferro, manganese, ecc.). Nei riguardi del fosforo, la disponibilità per la pianta di questo elemento si manifesta soprattutto nei periodi freddi;
- maggior resistenza alla siccità;
- capacità di resistenza a livelli di salinità elevati;
- un parziale effetto di "barriera meccanica" nei confronti di funghi patogeni e nematodi;
- riduzione della crisi da trapianto;

Gli effetti della micorrizazione non sono immediati, le prime differenze significative di crescita si vedono dopo 20-30 giorni dall’inoculo, quindi risulta poco utile la micorrizazione di piante che, per particolari esigenze colturali, sono a ciclo corto (es. lattuga).
L’effetto di bio-protezione dell’apparato radicale riguarda solo alcuni patogeni radicali e qualche specie di nematodi.
L’inoculo di micorrize arbuscolari si rende particolarmente interessante in quei terreni o substrati dove non vi sono simbionti micorrizici naturalmente presenti (es. terreni fumigati, substrati vari per il vivaismo).

 

 

 

 

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e azoto