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Per l'agricoltore - Sistemi innovativi per la distribuzione dell'acqua e dell'azoto

L’intervento irriguo in serra, nella grande maggioranza dei casi, è legato all'empirismo del produttore. Si possono quindi verificare situazioni di eccesso o carenza, per evitare le quali è fondamentale monitorare il sistema con continuità ed intervenire tempestivamente quando necessario.
Un’irrigazione accurata richiede l’impiego di strumenti di misura di umidità o potenziale idrico nella zona radicale abbinati ad un sistema distributivo efficiente. L'uso di tali strumenti (es. tensiometri, TDR, FDR) è spesso troppo complesso per un piccolo produttore agricolo. Un particolare strumento di aiuto al produttore per la determinazione di quando e come irrigare è rappresentato dai servizi locali di supporto per la scelta decisionale, che attualmente vengono offerti gratuitamente o a pagamente in molte realtà territoriali europe. Nel Lazio opera il servizio regionale interattivo gratuito IRRILAZIO, che (sulla base dei dati inseriti dall'agricoltore sulla natura dei terreni, delle colture, dei sistemi di irrigazione, ecc.) invia automaticamente un messaggio SMS al momento più idoneo per l'irrigazione.

Per quanto riguarda i sistemi di distribuzione dell'acqua, da preferire sono quelli a microportata, che permettono di erogare modeste portate specifiche (2-7 l h-1), bagnando solo la zona interessata dalle radici. Con questi impianti si evitano fenomeni erosivi, di costipamento e di ruscellamento, oltre al contatto tra acqua e parte aerea della pianta. Inoltre sono completamente automatizzabili e consentono:
1) ridotta lisciviazione dei nutrienti,
2) efficiente distribuzione dei concimi (fertirrigazione),
3) ridotto sviluppo delle infestanti sull’interfila,
4) efficienti interventi su terreno pacciamato ,
5) risparmio di manodopera.

Per quanto riguarda invece i sistemi di distribuzione dell'azoto, questi si basano sul monitoraggio dello stato nutrizionale delle colture con strumenti diagnostici ottici. I ricercatori sono oramai concordi che un monitoraggio continuo delle esigenze nutritive, soprattutto di azoto, possa permettere una più precisa gestione della fertilizzazione. Questa prevede ridotti impieghi di concime all’impianto, seguiti da interventi frazionati di copertura determinati sulla base dell’effettivo stato nutrizionale della coltura. Tale modo di operare richiede la disponibilità di strumenti diagnostici affidabili. Alcuni di questi si sono già affermati presso i produttori, soprattutto in Nord America e Nord Europa, altri sono ancora in fase di verifica sperimentale. Permettono di determinare la concentrazione di azoto nitrico nei piccioli o nelle parti terminali degli steli (o di stimare, sulla base delle caratteristiche ottiche delle piante, il contenuto di clorofilla e azoto totale di singole foglie). Con un diverso grado di precisione e rapidità della misura, fanno in modo che il produttore possa intervenire tempestivamente con la concimazione, se necessaria.
La tecnica più idonea per una distribuzione frazionata e razionale dei concimi appare la fertirrigazione (i nutrienti disciolti nell’acqua vengono applicati con il rifornimento idrico) che permette:
1) frequenti piccole applicazioni di fertilizzanti, riducendo il rischio di allontanamento dei nutrienti per ruscellamento,
2) riduzione dell’apporto di nutrienti, soprattutto quando abbinata a strumenti di monitoraggio,
3) un livello di umidità nella zona radicale sempre elevato, evitando una eccessiva concentrazione della soluzione circolante,
4) minore utilizzo di manodopera.
Tale tecnica assume notevole importanza nei terreni pacciamati, dove i concimi dovrebbero essere altrimenti distribuiti nella loro totalità prima dell'impianto della coltura.

I risultati hanno messo in luce che con la fertirrigazione guidata da strumenti diagnostici ottici si è in grado di ridurre considerevolmente gli input azotati al pomodoro da industria. Con questa tecnica si sono infatti distribuite quantità di azoto variabili tra il 30 e 60% circa rispetto alla coltura concimata in modo convenzionale con concimi granulari, senza penalizzare le rese e con l’ottenimento di bacche di maggiore pezzatura. L’efficienza della fertilizzazione azotata è aumentata considerevolmente in seguito all’adozione di questi sistemi.

 

 

 

 

 

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Lavo-  razioni

Acqua
e azoto