Pre-  messa

Il
  luogo

L'area progettuale

Il comprensorio di svolgimento del progetto riguardava la zona litoranea di Salto di Fondi (LT): un’area ambientalmente molto importante, ma anche molto fragile, attualmente a rischio di subsidenza geologica ed intrusione salina, a causa dell’elevato emungimento dell’acqua di falda per uso agricolo.

L’intera zona era sotto l’amministrazione del Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, che doveva risolvere i problemi causati dalla coesistenza di un sistema economico altamente inquinante e dannoso per l’ambiente (85 ettari di serre su di una superficie utile agraria di 634 ettari) con la gestione del Parco naturale in un ambiente molto sensibile.

L'area del Salto di Fondi

Sintetizzando i risultati emersi dalle analisi fisico-chimiche dei campioni di 25 delle 80 aziende presenti nell’area progettuale, si è messa in luce la presenza nei terreni di una dotazione elevata, spesso eccessiva di macronutrienti (fosforo e potassio, ma anche magnesio) ed una bassa presenza di calcio. I macronutrienti in molte aziende superavano le “soglie di eccesso” dando luogo a possibili effetti fitotossici.

Oltre alla realtà sopra descritta, in cui emergeva tutta la problematica correlata alla stesura di corretti ed equilibrati piani di concimazione, si assisteva da oltre un decennio ad una progressiva ed irreversibile intrusione di acqua salmastra nelle falde profonde. Dalla situazione esaminata si notava come fossero presenti tutte le condizioni per l’instaurarsi di gravi problemi agronomici ed ambientali. L’elevato quantitativo di elementi nutritivi associato ad una crescente quantità di sodio, sia nel terreno che nelle fonti di approvvigionamento idrico, induceva alla necessità di razionalizzare le pratiche agronomiche della zona rendendo più consapevoli tutti i soggetti della filiera produttiva e della gestione del territorio. La problematica della salinizzazione dovuta ad eccessivo emungimento di acqua dalla falda ed intrusione del cuneo salino era peraltro causata in gran parte dalla consuetudine di usare d’inverno l’acqua “calda” di falda per “riscaldare” le serre a scopo antibrina.

 

 

 

Il pro-  getto

Le  
  azioni

I ri-  sultati